
La torre mediavale che ci ospita è affascinante, ha l'odore del tempo e di epoche per qualcuno di noi mai dimenticate. Non siamo del luogo, nessuno di noi, nonostante la varietà delle nostre provenienze, ma ambientarsi è un attimo, è il gioco di viaggiare, è il mondo che ci viene a trovare, anche qui, anche dietro l'angolo di un portone centenario che protegge il nostro piccolo stand.
Siamo più abituati a incuriosirci degli altri che a chiederne l'attenzione, ma la spinta è la stessa e piano piano ci muoviamo come menestrelli per le stradine del borgo, tra una trattoria ospitale, la piazza musicata e l'assaggio del vino nel salone a volta.
Il nostro piccolo regno è però il cortile del "Caffé delle Chiacchere": musica dal vivo, le candele sul selciato, i sorrisi dei nostri ospiti, le strofe di un menestrello vero che canti popolari e mani veloci di note sono il suo respirare. La magia è fatta, finalmente liberi di parlare del nostro sogno che da oggi si fa realtà. Liberi, sì, perché quando fermiamo gli sguardi dei passanti, come nelle Mille e Una Notte, regaliamo una visione a chi ci vuole ascoltare per ricordargli che coi sogni il mondo si può davvero cambiare.
da Arianna F.