
È il primo evento tutto nostro, la serata che abbiamo atteso e fortemente voluto. È Roma, è pioggia sospesa, è un locale accogliente appena rinnovato che porta nome e voce alle serate da molti anni. È tanta la voglia di dare il meglio e forte la convinzione per ciò che stiamo preparando...ma pur sempre la prima volta e la voce trema impercettibilmente quando si apre il microfono e dobbiamo cominciare.
La mostra fotografica, i nostri ricordi e vissuti, sono lì sulle pareti con poche parole in forma di emozioni: gli occhi di donne e bambini e uomini e alberi e polvere rossa della terra di Rwanda ci guardano e ci incoraggiano.
Il locale è gremito, oltre ogni nostra umile aspettativa. Eravate lì quella sera di ottobre, con lo sguardo attento e squarciato nel racconto del documentario. Occhi, abbiamo vissuto lo sguardo di Maurizio Dell'Orso, il regista gentile e fermo che senza paura eppur con tatto ci ha fatto respirare piano, tutti assieme, "per non dimenticare". A proiezione iniziata continuano ad arrivare persone, silenziose sfilano lungo le pareti buie per cercare un posto da cui seguire il documentario. Nessuno vuole rimanere fuori: la densità del silenzio richiama tutti all'esigenza di seguire, sapere, capire.
Poi lo schermo accoglie l'inizio di una lunga successione di immagini del Rwanda accompagnate da una lieve musica di quella terra che ci lascia assaporare il gusto dolce-amaro della consapevolezza.
Si accende la luce sul palco. Sono le Trinity: con voce e suoni caldi ci regalano momenti d'intensità, una meravigliosa performance di delicatissime emozioni che lentamente prendono per mano tutti gli sguardi smarriti e turbati. Sul palco si susseguono i gruppi, tutti seguendo la volontà di accompagnare un'emozione, senza mai prendere il sopravvento.
È un'atmosfera bellissima, pregna di presenza, di coinvolgimento, di interesse: grazie al prezioso filmato, agli oggetti artigianali testimoni della grazia del Rwanda, alla sensibilità dei musicisti, il messaggio è arrivato a impregnare tutto, nelle parole, nei gesti, nei modi. Ora tutti sanno perché sono lì e non hanno dubbi: è lì che vogliono essere.
La serata finisce verso le due e mezza, sulle note dei musicisti che accompagnano a microfoni spenti il riordino della sala.
Il risultato ottenuto è una somma per portare avanti il progetto e una serata di sensibilizzazione sul Rwanda: era il nostro scopo.
Ma il risultato che ci hanno regalato tutti è la determinazione rinnovata di andare avanti e di non farsi spaventare dalle difficoltà.
da Arianna F.
Il filo
Entrano dalle fessure
le voci della festa
e guardo sul muro
come passano
le ombre
appese al filo
dei cambiamenti.
Mi alzo, chiudo la porta
ma l'isolamento
è un'illusione della mente...
Le cose ci passano dentro
ci attraversano il sangue..
perchè noi siamo il filo
tra i cambiamenti
le ombre
e le conseguenze
(Daniela M.)
Ciao a tutti voi di Sconfine,
Prima di tutto vorrei congratularvi per il lavoro che fate ma anche per il vostro impegno e la vostra volontà nell'aiutare. Quante volte la gente pensa ad aiutare, se avesse il tempo, i soldi o forse anche un'altra vita... Invece voi siete riusciti a farlo, ad andare lì e a portare avanti questo progetto e per questo vi ammiro e vi incoraggio ad
andare avanti.
Il passato del Rwanda è una delle più grandi catastrofe del nostro secolo e niente potrà mai ridare vita a queste migliaia di innocenti. Ma se grazie a Sconfine e ai rwandesi, alcune persone riescono ad essere reintegrate nella società e a vivere una vita normale, allora il vostro lavoro troverà tutto il suo senso.
Grazie per loro e tanti auguri a voi,
Elise
La prima sorpresa l´avevo già avuta all´entrata del locale quando eravamo una decina di persone ad aspettare in fila. La festa dell´associazione Sconfine è stata realmente una scoperta. L´ambiente accogliente e confortevole della sala aveva già messo a proprio agio i presenti, accomodatisi a chiacchierare e a sorseggiare un drink. Si respirava un´aria di serenità e di festa, si aveva l´impressione che tutti fossero amici e conoscenti, e che per quella sera ognuno aveva trovato un buon motivo per ritrovarsi ancora una volta insieme. Primo tra tutti il desiderio di sostenere e conoscere le attività di questa nuova associazione, formata da ragazzi provenienti da varie parti del mondo, che si impegna per la solidarietà. Nella sala i ragazzi dell´associazione avevano allestito un´esposizione di foto del Rwanda, un´affascinante testimonianza del recente viaggio di alcuni di loro. E poi oggetti tipici, materiale informativo, libri...un mix perfetto a cui si univa la visione di un documentario sul genocidio. Per non dimenticare la ragione del nostro incontro. A seguire, una serie di gruppi musicali, anche loro sostenitori dell´iniziativa per la raccolta di fondi, facevano da sfondo e sottofondo ad una suggestiva proiezione di foto del Rwanda: per conoscere un paese non solo attraverso il suo passato doloroso ma anche attraverso un presente che guarda al futuro. Per questo e per tutti i momenti toccanti, sono io a ringraziare Sconfine per averci regalato una serata gioiosa e che, soprattutto, ci ha richiamato all´impegno sociale e collettivo. Perchè è importante, è fondamentale ed è tutto.
Barbara
Trinity
Guido Randelli
Filippo Lombardo
Franco Fosca
Gianluca Zammarelli
Federica Benelli